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Abbiamo provato la nuova versione del visore Google Daydream View per capire se vale la pena acquistarlo e in cosa differisce dal vecchio.

Col lancio dei nuovi Pixel 2 e Pixel 2 XL, Google ha rilasciato anche una nuova versione del Daydream View, il visore per entrare nella realtà virtuale attraverso lo smartphone. A prima vista la nuova versione è molto simile al vecchio e c’è il rischio di acquistare per errore la versione precedente.

Se si acquista il Daydream View dallo store ufficiale andando su questa pagina si ha la sicurezza di prendere l’ultima versione, ma se lo si acquista su altri siti come Amazon si corre il rischio di prendere una mezza fregatura e di ritrovarsi con la versione precedente.

Non sarebbe una tragedia, perché anche il precedente Daydream View è compatibile con i nuovi Pixel e permette di accedere alla piattaforma Daydream con app e giochi per la realtà virtuale, ma ci sono piccole novità che ne migliorano l’esperienza d’uso.

Che cosa è il Google Daydream View

Il Daydream View e un visore nel quale si deve inserire uno smartphone per poi vivere un’esperienza VR attraverso una serie di app e giochi. In pratica offre una soluzione a basso costo per fare qualcosa di simile agli Oculus Rift o gli HTC Vive.

Il Daydream View ha un costo di €109 e funziona utilizzando un normale smartphone Android, mentre gli Oculus Rift e gli HTC Vive costano circa 500 euro e richiedono un computer piuttosto potente. Il Daydream View è concettualmente molto simile al Samsung Gear VR, ma ha il vantaggio di costare meno e di essere compatibile con più dispositivi.

Il nuovo Daydream View è compatibile con i seguenti smartphone: Google Pixel 2, Pixel 2 XL, Samsung Galaxy S8/S8+, Galaxy Note 8, Asus Xenfone AR, LG V30, Motorola Moto Z, Moto Z Force, Moto Z2 Force, ZTE Axon 7, Huawei Mate 9 Pro e Porsche Design Mate 9.

In cosa è diverso il nuovo Google Daydream View dal vecchio?

Innanzitutto il nuovo Daydream View è compatibile con un numero maggiore di dispositivi. Le lenti hanno un nuovo design e aumentano il campo visivo di 10° portandolo a 100°, contro i 90° del precedente modello. Integra poi un nuovo dissipatore in magnesio per migliorare il raffreddamento dello smartphone. Le applicazioni di realtà virtuale mettono sotto stress l’hardware del telefonino e questo fa sì che si surriscaldi facilmente.

Qualche miglioramento è stato apportato anche al design. Le imbottiture sono più morbide e ora si adatta meglio a qualsiasi struttura facciale, indipendentemente che si tratti di un uomo o di una donna. Essendo anche un po’ più pesante (260 grammi contro i 220 grammi del modello precedente), è stata aggiunta una cinghia regolabile superiore per migliorare la distribuzione del peso.

Il controller Bluetooth fornito in dotazione è praticamente lo stesso. È dotato di batteria ricaricabile tramite USB, ma il cavo non è fornito in dotazione. Il controller è poi provvisto di pulsanti volume sul lato, un tasto Home, un pulsante per le App e un touchpad cliccabile.

La nostra prova

Il sistema per l’inserimento dello smartphone nel Daydream View è molto pratico: anche con un telefono dalle dimensioni generose come il Pixel 2 XL non si ha alcun problema. Una volta indossato, si rivela abbastanza confortevole e aderisce bene al volto senza lasciare libere piccole fessure che potrebbero far passare la luce compromettendo l’esperienza VR. Si deve perdere un di tempo all’inizio per regolare bene le cinghie, ma poi tutto sommato si indossa comodamente.

La configurazione del Daydream View e del controller è semplicissima: non si deve far altro che avviare l’applicazione Daydream sullo smartphone e seguire le istruzioni. Impareremo così a muoverci nel mondo virtuale e a usare le varie gesture sul controller.

La piattaforma VR di Google mette a disposizione centinaia di giochi e applicazioni. Non sono pochi ma neanche molti. I contenuti sono più o meno gli stessi dell’anno scorso, non ci sono particolari novità. Samsung da questo punto di vista è un gradino sopra.

Conclusioni

Se si possiede il vecchio Daydream View non ci sono particolari motivi per acquistare il nuovo, non tanto per il visore, ma più per la mancanza di contenuti. Per chi, invece, non ha ancora provato l’esperienza della realtà virtuale, il visore di Google è un acquisto altamente consigliato. Non costa molto ed è compatibile con una molteplicità di dispositivi.

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