Hello trova 5,5 milioni di dollari di finanziamento per rimanere senza pubblicità

Salito alle cronache per essere una delle più valide alternative a Facebook, Hello è riuscito ad ottenere un finanziamento di 5,5 milioni di dollari, ma rimangono i dubbi sulla sua sostenibilità

logoLa maggior parte dei social network, come lo stesso Facebook, per monetizzare il loro successo si sono convertiti alla pubblicità. Gli utenti sono oramai così abituati ad usare queste piattaforme che hanno accettato loro mal grado di trovare tra i post anche quelli dei vari inserzionisti. Si tratta comunque di qualcosa che infastidisce, oltre al fatto che sorgono diversi dubbi sulla tutela della privacy.

Queste piattaforme, infatti, utilizzano i dati degli utenti e le loro abitudini per creare campagne mirate. E non fa certamente piacere sapere che c’è qualcuno che di nascosto ci spia per propinarci quanta più pubblicità possibile. È un po’ come essere delle cavie in balia delle aziende che hanno come unico interesse quello di vendere i loro prodotti.

Proprio per evitare tutto questo, è nato Hello, un social network la cui caratteristica principale è proprio quella di non avere alcun tipo di pubblicità. In questi ultimi tempi se ne è parlato come della più valida alternativa a Facebook, ma in molti hanno sollevato il dubbio sulla sostenibilità del progetto. Se davvero dovesse assumere le dimensioni della piattaforma di Mark Zuckerberg, come farebbe a pagare le spese senza poter contare sulla pubblicità?

Intanto Paul Budnitz, CEO di Hello, ha fatto sapere di essere riuscito ad ottenere un finanziamento da 5,5 milioni di dollari da alcuni investitori tra cui il Foundry Group. Questi soldi serviranno per sviluppare l’infrastruttura visto l’enorme successo che sta ottenendo. La piattaforma è ancora accessibile solo attraverso invito e sono già un milione gli utenti, e altri 3 sono in lista d’attesa.

Hello copertina

Proprio per questo sorgono i dubbi sulla sua sostenibilità. Intanto Budnitz e gli altri fondatori hanno deciso di trasformare Hello in una “public benefit corporation”, ovvero in un’azienda di pubblica utilità. Questo vuol dire che la società ha come fine quello di creare innanzitutto un beneficio alla società, oltre a garantire un ritorno per gli azionisti.

Come ci riuscirà è tutto da vedere. Può essere che Hello in futuro preveda un modello freemium, con alcune caratteristiche disponibili a pagamento. Il recente passato ha però dimostrato come progetti simili difficilmente riescono a sopravvivere. Basta ricordarne alcuni come Diaspora, Path, App.net o Unthink. Ma l’elenco è ancora molto lungo. Tutti progetti partiti con la promessa di non avere la pubblicità ma che hanno provato a sostenersi chiedendo un obolo agli utenti. Ma perché le persone dovrebbero pagare per avere qualcosa che altri offrono gratis? E così sono tutti miseramente falliti. Hello avrà la stessa sorte o saprà sorprenderci?

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