Differenza tra USB 2.0 e USB 3.0

Una guida semplice per capire in cosa sono diverse le interfacce USB e quale conviene acquistare per il proprio scopo.

Meglio un hard disk esterno USB 2.0 o uno USB 3.0? Una domanda che ti sarai posto se non sei un esperto di informatica. Innanzitutto partiamo col capire cosa è la porta USB senza scendere troppo in tecnicismi. L’USB è un’interfaccia che viene utilizzata per il collegamento di una periferica a un computer.

Attraverso la porta USB passa una cerca corrente ed è per questo che viene utilizzata anche per caricare la batteria di piccoli dispositivi come gli smartphone. Il suo scopo principale è però quello di trasferire dati. Viene quindi utilizzata di solito per collegare un hard disk, una pendrive o anche un’altra periferica di archiviazione come un lettore di schede di memoria.

pendrive

In passato l’USB era anche l’interfaccia più usata per collegare stampanti, tastiere, mouse, webcam e altri dispositivi che dovevano comunicare tra loro. Oggi il Bluetooth e il Wi-Fi consentono di collegare i dispositivi senza fili, sostituendo la porta USB che viene quasi esclusivamente usata ora per le periferiche di archiviazione e per ricaricare le batterie.

Come è fatta l’USB

Il formato di porta USB più diffuso presenta un connettore rettangolare largo un po’ più di 1 cm, ma anche quello presente sugli smartphone è un connettore USB. Sui telefonini è presente infatti un piccolo connettore nella parte bassa che di solito viene utilizzato per collegare il dispositivo all’alimentatore. In questo caso si tratta di un connettore micro-USB o mini-USB: è più piccolo del connettore USB standard ma svolge le stesse funzioni.

tipologie di usb

Sui telefonini di nuova generazione sta anche facendosi largo una nuova tipologia di connettore USB chiamato USB Tipo-C: ha il vantaggio di essere utilizzabile in qualsiasi verso.

usb type c

Posso collegare una pendrive allo smartphone?

La risposta è sì, a patto che il piccolo connettore USB presente sullo smartphone sia di tipo OTG. Oggi quasi tutti quelli presenti sui nuovi smartphone o tablet sono di tipo OTG (On-The-Go), ovvero consentono di collegare periferiche di memorie esterne proprio come su un computer.

In commercio ci sono delle pendrive (ovvero le piccole chiavette USB per memorizzare dati), che sono già dotate di un connettore più piccolo per adattarsi a quello presente sugli smartphone.

pendrive usb type c

Altrimenti si può sempre acquistare un adattatore che consente di collegare una USB standard a una micro-USB.

adattatore usb

Che differenze ci sono tra USB 2.0 e USB 3.0?

Il numero dopo la sigla USB sta ad indicare la versione. La differenza maggiore tra la USB 2.0 e la USB 3.0 è sulla velocità di trasferimento dati che supportano. Con la porta USB 2.0 si possono trasferire dati fino a 480Mbps. La porta USB 3.0 è dieci volte più veloce della porta USB 2.0. Con la porta USB 3.0 si possono trasferire dati fino a 4,8Gbps. Oggi è anche disponibile un’interfaccia più veloce che è l’USB 3.1 e che consente di trasferire dati fino a 10Gbps.

Sempre facendo riferimento alle velocità teoriche, per dare un’idea di quanto siano veloci le varie tipologie di porte USB prendiamo in considerazione il tempo che ci vuole per trasferire un file di 1GB. Con la porta USB 2.0 ci vogliono circa 20 secondi per trasferire un file di 1GB. Con la porta USB 3.0 ne basterebbero solo 2.

Nell’uso pratico le prestazioni sono inferiori di circa il 30-40% rispetto quelle teoriche. C’è poi da considerare un altro aspetto importante. Se si collega un hard disk USB 3.0 al computer, difficilmente il trasferimento avverrà 10 volte più veloce rispetto a un hard disk USB 2.0. Il motivo è da ricercare nell’interfaccia che collega l’hard disk alla scheda USB che serve a trasformare un hard disk interno in un hard disk esterno.

Un hard disk esterno è fatto da una piccola scatoletta dove all’interno c’è un hard disk come quelli che si trovano all’interno del PC. Questo hard disk ha una sua interfaccia per trasferire i dati che è diversa da quella USB. C’è quindi una scheda all’interno dell’hard disk esterno che consente di trasformare l’interfaccia dell’hard disk in una connessione USB per farlo comunicare col computer. Molti hard disk esterni hanno al loro interno un hard disk con interfaccia IDE che è meno veloce della porta USB 3.0. Di conseguenza c’è un collo di bottiglia che impedisce di sfruttare a pieno la velocità della porta USB 3.0.

hard disk interno

Un hard disk USB 3.0, quindi, raramente è 10 volte più veloce di un hard disk USB 2.0. In genere un hard disk USB 3.0 è circa 4 volte più veloce di un hard disk USB 2.0.

Con le pendrive il discorso è un po’ diverso. Queste piccole periferiche di memorizzazione hanno al loro interno delle memorie flash e non un hard disk. Ma le memorie flash non sono tutte uguali: tra di loro si differenziano per la velocità di lettura e la velocità di scrittura: la prima è sempre più veloce della seconda. Una pendrive USB 3.0 è sicuramente più veloce di una pendrive USB 2.0, ma per sapere di quanto effettivamente sia più veloce, si deve leggere le specifiche della pendrive stessa.

Conviene acquistare un hard disk USB 3.0 o un hard disk USB 2.0?

Le porte USB sono retro-compatibili. Ovvero è possibile collegare un hard disk USB 3.0 a una porta USB 2.0 e viceversa. Le prestazioni, però, saranno quelle della porta USB più lenta. Se, quindi, ho un computer con la porta USB 2.0, è del tutto inutile collegare un hard disk USB 3.0 perché il trasferimento dei dati è limitato dall’interfaccia USB 2.0 del computer.

hard disk esterno

Acquistare un hard disk USB 3.0 può però essere un investimento in ottica futura, visto che tutti i nuovi PC hanno la porta USB 3.0: solo quelli vecchi di qualche anno hanno quella USB 2.0.

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