Meal Sharing è una community che permette ai viaggiatori di provare la vera cucina casalinga che viene condivisa dai membri in tutto il mondo.

Alcuni lo hanno chiamato l’Airbnb del cibo e in effetti Meal Sharing ha molte cose in comune con la piattaforma di condivisione del proprio appartamento. In questo caso i membri della community non condividono un posto letto ma un posto a tavola.

In pratica Meal Sharing offre ai viaggiatori la possibilità di provare la vera cucina casalinga perché si troveranno a mangiare a casa di qualcuno che li ospita e non al solito ristorante. Non c’è quindi un menu da cui scegliere un piatto, ma qualcuno che decide di mettere a disposizione di altri quello che ha cucinato per sé stesso.

L’idea è venuta Jay Savsani durante un viaggio in Cambogia dove ha potuto usufruire dell’ospitalità di Mr. Pon e della sua famiglia. La piattaforma è stata lanciata circa due anni fa e ha riscosso un discreto successo con oltre 150 Paesi in cui viene attualmente utilizzata.

Come funziona Meal Sharing?

Su Meal Sharing ci sono due tipologie di utenti: il padrone di casa (host) e l’ospite (guest). Il padrone di casa inserisce sulla piattaforma il pasto che vuole condividere, indicando anche il giorno e il prezzo. L’ospite navigare sul sito di Meal Sharing per trovare la disponibilità di pasti cucinati a casa nelle prossime mete dei suoi viaggi e prenotare un posto a tavola.

È naturalmente il padrone di casa a stabilire il giorno, la data e il prezzo per il pasto, ma se la data non coincidesse con le proprie esigenze, l’ospite può sempre chiedere all’host di cambiarla.

Meal Sharing è quindi una piattaforma di condivisione dei pasti che offre la possibilità di conoscere nuove persone ed esplorare la loro cucina, oltre a dare l’opportunità a qualcuno di guadagnare qualcosa senza dover aprire un ristorante.