Dragonfleye è un piccolo cyborg che porta la scienza sempre più vicina alla fantascienza

I progressi nella nanotecnologia consentiranno di progettare robot sempre più piccoli, grandi quanto un insetto. Un progetto chiamato DragonflEye, invece, sta studiando come trasformare le libellule in piccoli cyborg.

In pratica è stato sviluppato una piccola scheda elettronica che viene fissata sull’insetto volatile come se fosse un piccolo zaino. Questa scheda permette di comandare i neuroni che controllano il volo della libellula. Per farlo utilizza una tecnica chiama optogenetics, che sfrutta la luce per trasmettere i segnali ai neuroni.

Inoltre gli scienziati hanno modificato geneticamente i neuroni della libellula per renderli più sensibili alla luce, e quindi più facile da controllare.

Le libellule sono in grado di manovre complesse e di planare con precisione su piccolissimi oggetti. Se si riuscissero a controllare, potrebbero offrire molte più potenzialità dei classici mini robot. Potrebbero ad esempio posizionare un microfono spia senza farsene accorgere anche in posti altrimenti inviolabili.

Il progetto nasce da una collaborazione tra il Charles Stark Draper Laboratory (CSDL) in Massachusetts (qui trovi maggiori informazioni), ha sviluppato il circuito-zaino che controlla la libellula, e il Howard Hughes Medical Institute (HHMI), che si è occupato invece dello studio dei neuroni che consentono di “pilotare” la libellula.

Gli stessi strumenti utilizzati per questo progetto potrebbero in futuro essere usati anche per trattamenti medici sugli esseri umani.

Immagini: credit Charles Stark Draper Laboratory